In onore dell'Aquila Montevarchi, vincitrice del campionato di I°a categoria, e di Prisma Sport, giunto con questo al 1.000° post pubblicato!
Mi ricordo ancora il sapore che aveva la domenica pomeriggio allo stadio Brilli Peri. Quel tiepido sole d’inverno, che a malapena scaldava il vetro della macchina, riusciva a convincermi che con un cappellino ed una sciarpa rossoblu non avrei sentito freddo. Tanta era la voglia di andare a vedere il Monte, che una sana giubbata di freddo poteva tranquillamente passare in secondo piano. Ad onor del vero, oltre alla passione per il Montevarchi, allora non curavo tanto il freddo come oggi! Sarà stata la giovane l'età, ahimè!
Era mio zio a portarmi allo stadio. Non credo lo facesse per un amore sconfinato nei miei confronti, piuttosto perché doveva portare mio cugino (grande Cugio!), che magari in mia compagnia gli avrebbe “rotto” un po’ di meno. Infatti, una volta entrati allo stadio, non avevamo bisogno di nessuno, ci bastava vedere i giocatori riscaldarsi, i portieri provare le loro uscite sui cross laterali e le riserve scherzare fra di loro saltellando nel più improbabile dei “torelli.
Quando la terna arbitrale spuntava dal sottopassaggio, soffermandosi un attimo in attesa che la fila dei giocatori alle loro spalle si fosse ricompattata prima dell’entrata teatrale in campo, iniziava un pomeriggio ricco di emozioni. Era quel pizzico di adrenalina che attanagliava la bocca dello stomaco e che oggi sento più di rado. Si manifestava, soprattutto, poco prima dell’inizio dell’incontro, quando i giocatori trotterellavano in fila indiana dietro l’arbitro verso il centro del campo, per poi schierarsi di fronte alla tribuna e con un gesto ormai consueto della mano, salutare il pubblico presente. Avrei pagato non so quanto per essere uno di loro, o forse no, non avrei resistito a tanta pressione e mi sarei nascosto dentro la borsetta del massaggiatore, ben rimpiattato fra il ghiaccio spray e la borraccia dell’acqua dei miracoli!