13 novembre 2014
Bollettino VII a giornata Arci Valdarno e prossimo turno
17 dicembre 2009
Dalla Ginestra alle stelle (Pt. 6 )
Alle origini della disfatta
Impossibile che una clamorosa disfatta come quella rimediata la scorsa domenica potesse passare inosservata. Già nell'immediato dopo gara erano circolate le prime voci circa le probabili cause di quel crollo fisico di proporzioni vergognose. Il presidente volle andare a fondo e già al martedì le cose gli furono chiare.
Occorre fare un piccolo passo indietro per ricostruire i fatti e dare una spiegazione logica alla paralisi psico-motoria che aveva colpito i giocatori durante l'incontro. Fu tutta colpa del fin troppo vivace esterno di centrocampo, sempre pronto a far festa ed a cavalcare le ultime tendenze, se il sabato sera, precedente l’incontro, la serata si protrasse fino all'alba. Tutto nacque come una semplice cena fra compagni di squadra, allo scopo di, come si dice in gergo, fare gruppo. La scusa fu che i nuovi arrivati non si erano ancora ambientati e quindi, per il bene della squadra, bisognava aiutarli urgentemente L'occasione si presentò quando quando il nostro centrocampista rimase solo a casa: a dire il vero non era tanto l'esser solo, quanto avere la possibilità di sfruttare l'immenso giardino dietro casa, luogo ideale dove far accomodare una simile teppa. Non fu ben chiaro il perché si fosse offerto proprio lui di organizzare tutto nel suo giardino, ma non c’era tempo per le domande.
La temperatura era gradevole, la serata leggermente ventilata e il vinello fresco aiutava ad entrare in clima cena. C'erano proprio tutti, nessuno era voluto mancare, o meglio, non aveva potuto rifiutarsi! La formula invito pressing a tutto campo non lasciava scampo. Chi fosse mancato, sarebbe stato messo fuori rosa a tempo indeterminato dai vecchi del gruppo: voleva dire una vita da inferno negli spogliatoi e scordarsi inviti extra post allenamento. Sommata alla dannosa perdita del diritto a scommettere sugli episodi riguardanti i componenti della squadra.
Il problema di questi ritrovi goliardici non è tanto il mangiare, quanto il bere. In molti erano convinti che essendoci in programma la partita l'imminente domenica mattina, il tasso alcolico della cena sarebbe stato limitato. Si sa come succede, un bicchiere tira l'altro e le bottiglie vuote in tavola portano miseria! Dei brindisi in onore della squadra se ne perse il conto già dopo lo straripante vassoio di tagliatelle ai funghi che venne servito solo verso le dieci, anticipato da una serie infinita di antipasti di varia natura. Dura arrivare in fondo, ma tutti si dimostrarono in forma per reggere i supplementari della tavola: la preparazione del mese prima stava cominciando a dare i suoi frutti. Intorno alla mezzanotte, quando tutti pensavano fosse giunto il momento di tornare a casa, ecco che il generoso padrone di casa introduce una torta a grandezza umana. Da quanto grande e pesante era, fu trasportata a tavola col muletto! Un’opera da guinness del maestro Bonci, solo che il contenuto differiva leggermente dalla ricetta classica. Tutti erano attratti da quella meraviglia di arte pasticcera e l’ennesimo brindisi della serata fu solo il giusto tributo a quel capolavoro. Scolata la quarta bottiglia di champagne, fu la volta del taglio della torta. Non appena il coltello poggiò sullo strato di panna, quel palazzo di torta si squarciò in due come colpito da un fulmine: il bagliore celestiale che tutti videro, però, fu quello scintillante emanato dalle paillettes che decoravano i succinti top di tre splendide fanciulle, uscite a miracol mostrare da uno strato di bavarese. L’attimo di gelido silenzio durò appena una decina di secondi, durante i quali la salivazione si azzerò allo stato primordiale e gli occhi uscirono dalla orbite come a voler posarsi sui generosi decoltè dell’ultime arrivate. Ad evitare il linciaggio erotico, intervenne il padrone di casa, che con un gesto eroico si frappose fra quello che rimaneva della torta ed i sempre più famelici compagni di squadra. Uno di questi non era riuscito ancora a chiudere la bocca da quando Dio aveva dato prova di esistere, assumendo le sembianze di quelle tre macchine da guerra.
Le tre fanciulle erano, manco a dirlo, una più attraente dell’altra: Sveta, una biondina faccia d’angelo ed il corpo da strip-dancer, Savana, una bella mora dalle forme sviluppate nei punti giusti ed una lunga treccia che attirava l’attenzione dei presenti per il punto fin cui arrivava; dulcis in fundo, un bel dinosauro di colore, noto al tratto di statale fra San Giovanni e Figline col nome di Joy, essere dalle forme giunoniche e dotata di un sedere modello schermo 16:9. Insomma, ce n’era per tutti i gusti.
Svolte le presentazioni di rito, l’intera squadra scoprì che le signorine erano state invitate per allietare la serata con uno splendido gioco. L’occasione della cena era solo un pretesto per verificare l’abilità dei ragazzi nella corsa del canguro, variante valdarnese. Nessuno avrebbe accettato, ubriachi come un tegoli e pieni di cibo fin sopra i capelli, di cimentarsi in una simile prova se non ci fosse stato lo stimolo della bella fanciulla. Lo start era posizionato proprio davanti alla siepe che delimitava il confine del giardino con la strada ed attraverso un percorso che prevedeva il guado di un piccolo fiumiciattolo artificiale, lo scavalcamento di circa 2 metri e mezzo di fosso e l’attraversamento dell’ultimo tratto saltellando a zig e zag per evitare le sabbie mobili, si doveva arrivare alla metà. Lo scopo, fu usato proprio questo termine per incentivare i giocatori, era quello di raggiungere le tre grazie e, con il solo ausilio della bocca, toglier loro gli indumenti di dosso. Nessuno perse tempo e tutti vollero partecipare: avendo visto le ragazze vestite con dei soli bikini, pensarono che, con al massimo un paio di giri di percorso, sarebbero riusciti nell’impresa di vederle come madre natura le aveva sfornate. Il piccolo particolare della corsa del canguro locale, era che tutti avevano mani e piedi legati! Come tanti salamini messi in piedi, cominciarono a saltellare già prima del via: bisognava prendere prima confidenza con il percorso, che solo a prima vista appariva facile. Il guado del fiumiciattolo avvenne praticamente senza problemi. Il problema maggiore si presentò nell’attraversamento del fosso…Un’ecatombe di proporzioni colossali! Gente che dalla troppa foga ribaltava nel tentativo di superarlo con la rincorsa e chi, invece, provava a saltarlo senza entrarci dentro, finendo inevitabilmente spalmato per terra! Il cammino verso il paradiso si rivelò più arduo del previsto. Solo chi aveva bevuto un po’ di meno, dopo estenuanti sforzi, si avvicinò al cospetto delle tre desiderate: con loro grande delusione, notarono che adesso si erano vestite di tutto punto, non portando più solo l’intimo, come quando erano uscite dalla torta. Una mazzata dura da digerire, come chi segna la rete del 1 a 2 ed subito dopo incassa il terzo goal. Si erano vestite come per scalare il K2: cappello, sciarpa, guanti, cappotto e chissà quante altre cose sotto. “Scommetto che in vita loro, queste bucaiole, non si sono mai vestite così tanto come oggi!” Gridò con la faccia annaspando a pochi centimetri da terra, quello che prima aveva avuto problemi a chiudere la bocca alla vista di cotanto ben Dio, e mentre imprecava, cercava di rialzarsi dalla fragorosa caduta. Andarono avanti fino a mattina, saltellando tutta la notte. Complice il vino a fiumi, nessuno si era reso conte del coefficiente di difficoltà estremamente elevato dell'impresa. Così, come tanti goffi canguri allupati, seguitarono a saltellare in maniera sguaiata fino alle sette di mattina. Dopo una massacrante notte di salti, il massimo risultato conseguito fu l’esser riusciti a vedere Joy in maniche di camicia! Non male, dopo una notte di fatica e diversi fogli da cento spesi dal laterale di centrocampo, sempre più convinto di aver contribuito ad alzare il morale, e forse anche qualche altra cosa, della squadra. Il primo risultato tangibile del suo “fare gruppo” fu la scoppola rimediata nella partita che si disputò da lì a poche ore, tragicamente narrata nell’episodio precedente.
Se il buongiorno si vede da quel mattino…Povero presidente, ancora non sapeva cosa gli sarebbe capitato in quell’annata…Ma presto se ne rese conto, quando vide che la squadra si ritrovava sempre più spesso sui campi di calcetto, invece che su quelli di calcio!
9 novembre 2009
Incontro - Ginestra 0 - 1

Calzettoni verdi, pantaloncini gialli e maglia bianca con banda gialloverde su un lato per la Ginestra; calzettoni e pantaloncini rossi, con maglia rossa ad inserti bianchi sulle maniche per i padroni di casa dell’Incontro.
Cielo coperto con qualche goccia di pioggia durante l’incontro, ma il sintetico è veramente un lusso per questo categoria. Leggero vento con temperatura intorno ai 10 gradi.
Mister Benucci, finalmente di nuovo in panchina a dirigere la propria squadra, cambia alcune cose nella formazione. Gli ospiti si schierano con Marini fra i pali, Coppi e Bucciarelli centrali, Dini e Francini sulle fasce a completare il reparto difensivo. I centrali di centrocampo sono Belardi e Morbidelli, mentre hanno il compito di spingere i laterali Bardelli, oggi con il numero dieci, e Giusti che rileva l’infortunato Caiani. Secciani, al rientro dopo l'infortunio alle costole rimediato durante la prima giornata, e Monacelli sono le bocche di fuoco di uno schieramento che prevede l’impiego di due punte fin dal primo minuto.
Ginestra che cerca di condurre la manovra fin dalla prime battute. Al 5’ capita sui piedi di Bardelli la prima occasione della gara: il laterale gialloverde entra in area di rigore dal settore di destra e lascia partire un diagonale sul primo palo, deviato in angolo con i piedi dal portiere.
Al 21’ ancora Bardelli pericoloso su calcio di punizione: la traiettoria scavalca la barriera e dà l’illusione del goal. andando a scuotere l’esterno della rete.
Al 27’ si vede in avanti l’Incontro, vicino al vantaggio con un batti e ribatti in area di rigore, ma la palla non ne vuol sapere di entrare.
Al 33’ punizione invitante di Monacelli, a centro area svetta Bucciarelli ma, forse sbilanciato, non riesce a colpire di testa. E’ un primo tempo che non offre molte emozioni, complice anche la bravura dei padroni di casa, a loro agio sul sintetico, sempre pronti a lasciare in fuorigioco gli avanti gialloverdi, alzando la linea di difesa fino a centrocampo.
Proprio per evitare la trappola del fuorigioco, al 35’ un lancio a scavalcare la difesa dell’Incontro premia l’inserimento di Giusti. Il centrocampista degli ospiti entra in area dal vertice sinistro e quando si trova il portiere in uscita, intelligentemente rimette verso il centro. Appostato al limite dell’area di rigore si trova Bardelli che calibra un pallonetto millimetrico sul quale il portiere avversario non può intervenire. Ginestra in vantaggio.
Proprio in chiusura di primo tempo, ammonito Francini per un fallo a centrocampo.
Comincia la ripresa. Al 5’ comincia il valzer delle sostituzioni: Gaggi e Gori , quest’ultimo al rientro dopo aver scontato il turno di squalifica, al posto di Francini e Belardi, quest’ultimo appena ammonito. Al 16’ altro cambio nelle file della Ginestra con Velotto che prende il posto di Monacelli.
In questo secondo tempo sono i padroni di casa dell’Incontro, sotto di una rete, a fare la partita ma senza creare reali pericoli per la porta difesa da Marini.
Al 19’ Procelli Gianni entra al posto di un ottimo Giusti, uno dei migliori in campo fra i suoi.
Al 28’ Gaggi, servito bene da Morbidelli che aveva difeso una palla al limite dell’area, lascia partire un diagonale a metà strada fra il tiro ed il cross che termina fuori.
Intorno alla mezz’ora della ripresa, si esaurisce la pressione dell’Incontro e la Ginestra si ripresenta in zona attacco con più frequenza.
Al 38’ fà il suo esordio stagionale Mazzuoli che rileva un generoso Secciani. Manca poco alla fine e la Ginestra difende il prezioso vantaggio. Al 2’ di recupero, Gaggi entra in area dalla sinistra ma calcia sul portiere. Al 4’ di recupero ammonito Bardelli per proteste. Calcio d’angolo per gli ospiti proprio allo scadere del recupero, ma libera senza affanno la difesa gialloverde. Non c’è più tempo e la Ginestra porta a casa i tre punti.
Con una prova autoritaria, seppur non brillante, la Ginestra passa sul campo dell’Incontro. I gialloverdi soffrono la pressione dei padroni di casa solo nella fase centrale del secondo tempo ma senza correre troppi pericoli.
Da sottolineare la prova Bucciarelli, capitano per l’assenza di Caiani, sicuro nelle chiusure ed
insuperabile nel corpo a corpo. Ha dato sicurezza a tutto il reparto difensivo. Morbidelli, il solito faro di centrocampo, ha partecipato a tutte le azioni pericolose della Ginestra; generosa, come al solito, la prova di Velotto che si danna l’anima per tutto il secondo tempo, cercando lo spunto vincente sul filo del fuorigioco. Impresa alquanto ardua, considerando la difesa alta e ben organizzata dell’Incontro, ma, soprattutto, vista la scarsa vena motoria del direttore di gara!
Continua l’imbattibilità della Ginestra in questo campionato, mentre l’Incontro rimane penultimo a soli due punti, in attesa di conoscere i risultati delle altre squadre.
